Bob Morse

Bob Morse

Agli inizi degli anni Settanta l’idolo della Varese appassionata alla pallacanestro era il messicano Manuel Raga.

Grandissimo tiratore, restava in aria un tempo infinito. Gli avversari tornavano a terra e lui, libero dalla marcatura, segnava e ‘scendeva’ dopo di loro! Semplicemente mostruoso.

Nel mese di luglio del 1972, ecco arrivare dagli USA uno studente ventiduenne. Si chiama Bob Morse e, probabilmente, sarà il cosiddetto ‘straniero di Coppa’che non può giocare in campionato.

Un paio di mesi di allenamenti, tornei minori e partite amichevoli, e il mitico allenatore Nikolic lo promuove retrocedendo il popolarissimo Raga a numero due.

Sembrò un sacrilegio ma fu una decisione splendidamente saggia: Bob è stato il più bravo tra tutti gli americani mai arrivati in Italia per giocare a pallacanestro. A Varese dal campionato 1972/73 a quello 1980/81, vinse assolutamente tutto.

Ecco come parla di lui un vero competente, Alessandro Gamba, ex allenatore della nazionale e della compagine varesina: “Facile da allenare, estremamente disponibile ai colloqui, dava il cento per cento sempre… Ha fatto meglio di qualsiasi altro straniero sbarcato da noi… è raro trovare un grande tiratore che sia anche buon difensore e ottimo rimbalzista e Bob lo è… È un giocatore capace di fare grandi i
club, i compagni di squadra, gli allenatori”.

Via dall’Italia per tre anni, tornò a Varese da avversario nelle fila delle Cantine Riunite di Reggio Emilia.

Per l’occasione, il Palazzetto di Masnago era stracolmo e lo accolse con una vera ovazione. Cestisticamente era vecchio, ma in quel primo tempo non sbagliò un solo tiro a canestro irrefrenabile come sempre.

Molti, ed io tra loro, avevano le lacrime agli occhi!

Bob Morse (a sinistra)
Bob Morse (a sinistra)