Corvi, di via Robbioni

Corvi, di via Robbioni

Capitava che da fuori arrivasse, improvviso, un suono deciso.Eco di un colpo secco.Avevo ben presto compreso, guardando, cosa fosse.I corvi usavano il grande terrazzo che si apriva di lato allo studio per lasciar cadere dall’alto, volando, le noci che portavano nel becco.Era così che, rotti i gusci, posati, beccavano poi il contenuto.Capitava che se per caso di passaggio o alla finestra li guardassi all’opera ne cogliessi una rapida occhiata.Un lampo, ne sono certo, per rassicurarsi.Ero che quel tale…Potevano continuare con tutta tranquillità.Mi mancano.