In morte di François Nicoullaud

In morte di François Nicoullaud

“Ancien Ambassadeur de France”, intellettuale di grande respiro l’appena dipartito François Nicoullaud.Sulla cui amicizia e – in più campi storico diplomatici nonché antropologici – collaborazione ho potuto lungamente contare.A seguire – riservandomi di raccoglierne l’intera opera come proposta in ‘Dissensi e Discordanze’ – per una prima contezza, nell’originale e nella versione in italiano, il testo da lui vergato che ho voluto formasse la quarta di copertina del primo volume del saggio tripartito ‘USA 1776/2016’ che ho proposto in occasione del duecentoquarantesimo anniversario della Dichiarazione di Indipendenza Americana.
L’Amérique, le Paradis tant recherché.
“Les Etats-Unis sont un pays, mais l’Amérique c’est d’abord une idée,
celle d’une terre inconnue qui devait être le Paradis tant recherché,
une terre primitive, inviolée, d’espaces infi nis, sur laquelle tout
devenait possible, où l’on avait une chance de repartir à zéro en
oubliant toutes les erreurs, toutes les blessures de la vieille Europe.
L’Amérique c’est aussi le pays de l’or dont avaient si soif les
Conquistadors, ces héros tragiques, à la fois superbes et criminels,
qui ont accompli la plus grande aventure humaine de tous les temps,
découvrant et asservissant avec quelques poignées d’hommes des
territoires plus grands que l’Europe entière.
L’Amérique est un rêve, et aussi un cauchemar, c’est la loi du Far
West, du crime organisé, du capitalisme prédateur, de la vulgarité
triomphante, des armes à feu dans les supermarchés, d’un nombre
envahissant d’obèses, des Marines hurleurs et des drones tueurs, et
c’est une usine à produire des rêves au kilomètre, avec le cinéma et les
séries télévisées.
C’est le continent où l’Afrique et l’Europe se sont mélangées dans la
douleur, donnant naissance à un monde musical nouveau qui est
devenu le langage commun de toute la planète.
C’est le continent qui est venu à la fois sauver et punir, libérer et
diriger ses vieux parents, l’Europe.
C’est le coeur de ce réseau électronique invisible qui entoure notre
terre, donnant naissance à une noosphère où se joue l’avenir du
monde.
L’Amérique nous écoute tous, et nous écoutons tous l’Amérique.
L’Amérique est partout, nous sommes partout en Amérique”.

“Gli Stati Uniti sono un paese, ma l’America è anzitutto un’idea, quella di una terra sconosciuta che doveva essere il Paradiso tanto cercato, una terra primitiva, vergine, di infiniti spazi, sulla quale tutto diventava possibile, dove si aveva un’occasione, quella di ripartire da zero dimenticando tutti gli errori, tutte le ferite della vecchia Europa.
L’America è anche il paese dell’oro di cui erano così affamati i Conquistadores, questi eroi tragici, a un tempo magnifici e criminali, che hanno portato a termine la più grande avventura umana di tutti i tempi, scoprendo e sottomettendo con un pugno d’uomini territori più vasti dell’intera Europa.
L’America è un sogno, e anche un incubo, è la legge del Far West, del crimine organizzato, del capitalismo predatore, della volgarità trionfante, delle armi nei supermercati, di un numero crescente di obesi, di Marines urlanti e dei droni assassini, ed è la fabbrica che produce sogni a ciclo continuo con il cinema e le serie televisive.
È il continente in cui l’Africa e l’Europa si sono mescolate nel dolore, creando così le condizioni per la nascita di un nuovo mondo musicale diventato, oggi, linguaggio comune al pianeta intero.
È il continente che è venuto a salvare e punire a un tempo, liberare e dirigere i suoi vecchi parenti, l’Europa.
È il cuore di quella rete invisibile che circonda la nostra Terra dando luogo ad una noosfera in cui si giocano i destini del mondo.
L’America ci ascolta tutti, e noi ascoltiamo l’America”.
L’America è ovunque, ovunque siamo in America”.