Metropolitana di Milano, Linea 3

Metropolitana di Milano, Linea 3

Fischiavo da Dio, ai tempi.Ero quel tale che incontravi per strada e sentivi zufolare tutto contento.Prima di cominciare a fumare la pipa, intendo.È stato infatti il pipare che mi ha steso da questo punto di vista.Dici, “Perché non hai smesso di farlo quando te ne sei accorto se fischiare era tanto gratificante?”Sembrava, visto che non mi andava semplicemente di smettere, che spipazzare servisse a non fumare più le sigarette ed ero certo, sbagliando eccome, che in proposito avrei saputo recuperare. È da quel mentre, che, ogni qual volta, per caso e raramente – adesso che più nessuno si azzarda come fosse atto da maleducati – sento uno per il dovunque che ci dia dentro, con attenzione, lo ascolto.Apprezzandolo se bravo e insieme, per l’invidia nel constatarlo, spedirlo a quel paese, capisci.Oggi – sai tu il perché? – sul tema, sto facendo una graduatoria.Molti i fischiatori che mi tornano alla mente.E quando li ho sentiti. E dove.Il migliore?Il più bravo di tutti?Una ventina d’anni fa, a Milano, alla fermata di via Turati della Linea 3.Mi sto avvicinando ai binari quando lo sento.Modula ‘Don’t Cry for Me Argentina’.Mamma mia, come!!È un cartellonista, constato subito dopo vedendolo all’opera con i pennelloni e la colla e un manifesto di quelli grandi grandi.È andata che ho lasciato passare tre convogli per stare lì, a sentire.E quanto ancora mi dispiace – continuava, il desso, non se ne dava per inteso – di essermi infine allontanato. Mah?!