Un deludente lunedì tennistico per noi a Parigi

Un deludente lunedì tennistico per noi a Parigi

Ci si aspettava di più.
Giustamente?
Non era già eccezionale il fatto che tre tennisti italiani si fossero qualificati sul campo per gli ottavi di uno Slam?
Sicuramente, ma, per usare una frase fatta, l’appetito vien mangiando.
Dovevano i tre affrontare i più grandi giocatori del millennio certamente e molto probabilmente di tutti i tempi.
Orbene, al dunque, il solo sopravvissuto approdato ai quarti è Matteo Berrettini che ha raggiunto la indicata meta invero per il ritiro prima del match di un affaticato Roger Federer.
Tra i restanti due, buona e in avvio eccezionale – dato che ha strappato al rivale numero uno al mondo Novak Djokovic le prime frazioni dell’incontro al tie break (da quando gioca negli ATP ha vinto tutti i jeu decisif affrontati, dieci su dieci, e questo vuol dire tanto) – la prestazione di Lorenzo Musetti.
Ha però il giovane talento ceduto di schianto a partire dal terzo set per arrivare addirittura al ritiro nel quinto.
Deludente e molto invece Jannik Sinner.
Non gli si chiedeva di battere Rafael Nadal che al Roland Garros ha vinto (con quello del quale trattiamo) centotre incontri perdendone solo uno e dovendo rinunciare per infortunio in una seconda circostanza.
No.
Ma di giocargli d’appresso nel punteggio, impegnandolo.
Gli è riuscito per la prima parte del set d’apertura.
Già meno nel secondo.
Per niente in un terzo perso a zero.
Conclusioni?
Le speranze non erano ben riposte?
Senza arrivare a sentenze assolutamente premature, tranne Sinner – che ne ha di più e deve interrogarsi sui suoi evidenti limiti tecnici – i nostri dimostrano (anche Berrettini – si torni a Madrid – per quanto potente e ‘bello’ possa apparire) una preparazione fisica non all’altezza.
Musetti ha classe da vendere ma i tempi nei quali poteva bastare (di Nicola Pietrangeli in assoluto. ma anche di Adriano Panatta) sono altroché trascorsi.
Basti riferirsi a due dei tre big (Nadal e Djokovic) per averne conferma, perché, per quanto ovviamente bravissimi, si caratterizzano per l’infinita capacità di correre e soffrire.
Resistere sempre, oltre ogni limite!