Nulla di meno esatto delle teorie scientifiche

Nulla di meno esatto delle teorie scientifiche

uale teoria scientifica ha nel corso dei millenni resistito agli esami affrontati e alle critiche proposte da nuovi ‘teorici’ spesso in precedenza avversati e messi alla berlina se non torturati psicologicamente, fisicamente e magari sbattuti in galera?
È caratteristica precipua delle formulazioni sistematiche il vivere e l’avere riconoscimenti fino al momento d’essere sostituite, altro non essendo che opinioni.
Di sovente, del tutto infondate se non ridicole.
Assolutamente folle, quindi, argomentare oggi sulla base delle affermazioni ‘scientifiche’ relative all’incidenza dell’azione antropica quanto al riscaldamento della Terra.
Folle, ma costantemente attuato da ignorantissimi politici i cui intenti nulla hanno a che fare con il bene comune, da esperti quando rarissimamente capita appena improvvisati, da giornalisti che niente sanno e pappagallescamente ripetono quanto ascoltato e mai verificato adorando poter gridare a nove colonne in relazione ad accadimenti naturali da sempre occorsi “Non è mai successo prima!”.
Il tutto al fine unico di ottenere prebende garantite dal reciproco sostegno a fini economici approfittando della diffusissima mancanza di conoscenza e del vero panico che riescono a suscitare.
È l’uomo – come ho scritto e detto ripetutamente – l’essere vivente più pericoloso e meno intelligente mai nato sul Pianeta.
L’inquinamento e il conseguente degrado che provoca lo documenta oltremodo aggiungendosi alle infinite sconsideratezze.
Va senza se e senza ma combattuto con ogni mezzo e ricorrendo agli estremi, alla sferza, al fine di preservare la natura.
Ma non in quanto causa del predetto riscaldamento in atto, certamente finora mai correttamente e soprattutto col necessario tempismo, per quanto possibile, avversato.
“Col necessario tempismo”, perché, come testimonia inconfutabilmente la Storia, Stati e persone minimamente accorti e a conoscenza del Pianeta dovevano sapere che alla Piccola Glaciazione, terminata indicativamente alla metà dell’Ottocento, avrebbe fatto obbligatoriamente seguito un Periodo Caldo.
Così è difatti accaduto dalle origini, così accade, così accadrà nel contingente per ancora un lungo periodo essendo tali modificazioni di durata plurisecolare (mettiamoci l’animo in pace, non siamo neppure a metà del percorso).
Il Periodo Romano Caldo, l’Optimum Climatico Medioevale, sono i due lunghi momenti caldi precedenti intervallati da quelli dominati addirittura dal gelo.
Amministratori capaci e con un minimo di conoscenza storica avrebbero dovuto da almeno duecento anni pensare a quali azioni intraprendere per contenerne l’espressione con i mezzi che il progresso tecnico e tecnologico mano mano permetteva, comporta e consentirà.
Pochissime, se non inesistenti le speranze in merito.
Probabilmente, nulle, ove si guardi senza bende sugli occhi ai disastrosi Congressi Internazionali – in verità passerelle inconcludenti per migliaia di persone in vacanza – che fermano gli occhi al dito quand’esso indichi la Luna.