Nicolas Mahut

Nicolas Mahut

“Hai presente il grande Coburn?
James, dico, non il vecchio caratteristica Charles?
Ecco, è lui che nel pre finale del mitico ‘Hard Times’, film d’esordio di Walter Hill datato 1975, spogliato all’azzardo di ogni quattrino, se ne esce con ‘La cosa più bella a questo mondo è giocare e vincere.
La seconda cosa più bella è giocare e perdere!’
Frase che incredibilmente o
quasi mi fa venire in mente Nicolas Mahut e quello che ha combinato.
Parlo del match che l’ottimo doppista francese ha giocato in singolo contro l’americano John Isner a Wimbledon nel 2010.
Quello che mentre ha reso il gigantesco tennista USA il recordman assoluto e certamente insuperabile nel campo dello ‘sport dei gesti bianchi’ qual’era ed è ancora per regolamento il tennis solo sull‘erba londinese più famosa, ha fatto sì che il ‘galletto’ sia e resti ‘il perdente migliore della storia’, probabilmente in generale, ogni attività sportiva compresa.
Questo perché Nicolas

  • è uscito dal campo sconfitto dopo una battaglia durata più di undici ore spalmate su tre giorni dal 22 al 24 giugno, come detto del 2010
  • perché ha vinto nel corso del perduto match la bellezza di novanta game e un tie break
  • perché ha messo a segno centotre ace
  • perché ha perso il quinto e decisivo set 68 a 70, mai nessuno in grado come lui di arrivare tanto lontano per lasciarci le penne.
    Facile – e lo fanno da allora tutti – esaltare John Isner per avere vinto.
    Difficile – e lo faccio qui io – lodare Mahut per avere perso a questo straordinario modo!