E l’interprete?

E l’interprete?

Conviene di quando in quando sorridere.

Narra a proposito della Conferenza di Yalta e dei suoi andamenti l’ottimo Fernando Mezzetti che, svegliatosi Winston Churchill un mattino e non ricordando affatto la serata precedente durante la quale, con Stalin, si era ubriacato a man larga, pensò bene di tornare dal despota per parlarne.

Arrivato che fu alla sede della delegazione sovietica, fu con sollievo che apprese che anche Stalin non ricordava nulla di quanto si fossero detti o avessero, chissà mai?, concordato.

Conclusero i due che fosse meglio così.

Stava il primo ministro uscendo, quando gli venne in mente che, ovviamente, una terza persona aveva assistito e, volgendosi, chiese:

“E l’interprete?”

“Non si preoccupi”, fu la risposta.”

L’ho già fatto fucilare!”