In morte del dottor Salmini

In morte del dottor Salmini

Leggo della dipartita del dottor Giuseppe Salmini.
Ebbe il poveretto a suo tempo a che fare più volte con mia Madre.
E, naturalmente, malissimo gliene incolse.
Frequentemente, Anna Maria – guidata come senza freni era dal capriccio e dal desiderio dell’unicità – si diceva, quale che fosse l’ambito al momento, malatissima e, al fine di essere ricoverata (una condizione che gradiva) in Ospedale, si produceva in scene incredibili.
Di poi, si lamentava in continuazione della struttura, dell’assistenza, delle cure, di tutti e tutto, finendo con dire che la si volesse defunta.
Era Salmini il primario del reparto nel quale Mamma allora imperversava.
Era Salmini che non riuscendo a sopportare tutto questo, usciva dalle comunque dovute visite esasperato, gridando
“Non ha assolutamente nulla!” e perfino smadonnando.
Uno spettacolo veramente notevole.
Fu alla fine – la terza o quarta volta – Alessandra, mia primogenita, a trovare la soluzione.
Quando – dimostrando di conoscere molto bene la Nonna – la invitò a guardarsi colà d’attorno, dicendole
“Non vedi che gli altri ricoverati sono povere e brutte persone?
Che ci fai tu in mezzo a loro?”
Un’ora scarsa e Mamma era uscita!